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mercoledì 26 gennaio 2011

Giorno della memoria, Arcigay: "la Shoa, per molti, è quotidianità"


Domani 27 gennaio 2011 ricorre il Giorno della memoria e Arcigay ha organizzato in numerose città  iniziative di commemorazione delle vittime del nazionalsocialismo e del fascismo, dell'Olocausto e in onore di coloro che a rischio della propria vita hanno protetto i perseguitati.
“Il giorno della memoria - spiega Paolo Patanè, presidente di Arcigay – non è soltanto la rievocazione di un periodo drammatico della storia recente, ma deve essere una chiave di lettura del mondo contemporaneo.
Il rifiuto per qualunque dimensione della differenza purtroppo è ancora la quotidianità per molti omosessuali lesbiche e transessuali italiani e non. Il riaffermarsi di forme di razzismo, sessismo discriminazione e sopraffazione nel nostro Paese e nel mondo è sotto gli occhi di tutti, e  la Shoa continua ad attraversare quotidianamente le nostre vite. Ed è una deriva che può portare a far germogliare le radici dello stesso odio che portò l’Europa alla barbarie”.
“L’invito di Arcigay quest’anno – continua Patanè – va a tutti gli italiani perché finalmente riflettano sull’esistenza di differenti modi di amare e di essere uomini o donna tutti meritevoli della stesa dignità e cittadinanza e rifiutino ogni forma di discriminazione”.
Marco Reglia, responsabile Arcigay per la memoria storica, per parte sua auspica che il Giorno della memoria debba “essere il riferimento celebrativo di una tematica da consolidare nella memoria collettiva anche negli altri 364 giorni dell’anno” e non “un unico momento rituale ed effimero di una cerimonia, che una volta conclusa, perde spessore. La memoria che celebriamo è anche la storia dell’omofobia di ieri, che ci permette di capire meglio l’omofobia dell’oggi”.

Maggiori informazioni sulle vittime gay, lesbiche e trans del nazi-fascismo qui:
http://www.memorialgbt.it/
http://www.arcigay.it/giornata-della-memoria-2011-iniziative-arcigay

Fabio Chiarini

27 Gennaio 2010,Argomenti sulla Giornata della Memoria


Racconti, romanzi, interviste e testimonianze. Il 27 gennaio 1945 venivano abbattuti i cancelli di Auschwitz e l’Occidente scopriva una realtà che non aveva voluto conoscere o che aveva semplicemente ignorato. A ricordare quella tragedia sessantasei anni dopo ci pensa anche l’editoria, che in occasione della Giornata della Memoria manda in libreria numerosi volumi dedicati all’argomento.

Oltre ai “classici” che meritano senz’altro una lettura (clicca qui per scoprire i titoli), tra le novità il libro forse più interessante è edito da Laterza. Si intitola Il bambino di Varsavia, è firmato da Frèdèric Rousseau e racconta la storia di una fotografia (ormai celeberrima) scattata nel 1943 che ritrae un bambino con le mani alzate. All’icona probabilmente più nota dell’Olocausto Rousseau ha deciso di dedicarvi un saggio che scava non solo nella realtà del ghetto di Varsavia ma soprattutto nella forza che quello scatto (e in generale quella tragedia) ha avuto nella memoria collettiva del Novecento.

Einaudi ha deciso invece di pubblicare un’antologia di diari e di lettere scritti tra il 1938 e il 1945 semplicemente intitolata Gli ebrei sotto la persecuzione in Italia. Il volume, firmato da Avagliano e Palmieri, è un condensato di voci ad alto tasso di emotività e di lucidità che, a distanza di più di sessant’anni, restituisce in modo inaspettato i tragici contorni della Shoah.

E sempre incentrati sulle testimonianze sono altri due libri, entrambi editi dalla Rizzoli. Il primo – Auschwitz è di tutti - ha per protagonista Marta Ascoli, una donna triestina deportata nel lager ad appena 17 anni. Il secondo – Mi ricordo Anna Frank – racconta invece la storia di un’amicizia: quella appunto tra Anna Frank e Hannah Goslar, durante la prigionia nel campo di Bergen-Belsen.

Più spiazzante, invece, è il volume di Carlo Saletti e Frediano Sessi edito da Marsilio. Si intitola Visitare Auschwitz e si presenta come una guida all’ex campo di concentramento e al sito memoriale diviso in quattro sezioni. È in realtà un saggio che mette bene in guardia da una condotta (e un atteggiamento) decisamente da evitare durante queste visite: “I viaggi della memoria – ha detto Sessi – puntano spesso sul sentimento, sull’empatia, ma così facendo non raggiungono lo scopo. Non il sentimento facile, ma è la conoscenza che occorre incrementare”.

Meritano una segnalazione, infine, altri tre titoli: la biografia di Ondina Peteani, la prima staffetta partigiana d’Italia, anche lei deportata ad Auschwitz; il terzo volume del monumentale Libro dei deportati che Mursia sta pubblicando integralmente;  e, per i più piccini, la biografia a fumetti di Anne Frank curata da Sid Jacobson e Ernie Colòn.

Fabio Chiarini

martedì 25 gennaio 2011

Debutta "Una stella sul cappotto" per la Giornata della Memoria


In occasione della 66esima Giornata della Memoria la Compagnia Teatrale Iposcenio riporta in scena da 27 al 30 gennaio 2011 al Teatro Studio Uno di Roma La stella sul cappotto..testimonianza dall’Olocausto. spettacolo è scritto e diretto da Sasà Russo e vede sul palco Eleonora Micali e Valentina D’Amico.
Uno spettacolo importante, fortemente voluto dallo stesso autore e regista che, negli anni, lo ha proposto in vari teatri italiani e in molte scuole. Lo scorso anno ha debuttato anche presso la sala della protomoteca in Campidoglio a Roma, grazie alla sentita partecipazione del vicesindaco Sen. M. Cutrufo e sotto l’attenta e preziosa presenza del presidente della Comunità Ebraica di Roma Riccardo Pacifici.

Una testimonianza fatta di ricordi e di paura, di fuga e nascondigli per sfuggire alle persecuzioni naziste contro gli Ebrei nel periodo della Seconda Guerra Mondiale, quando essere Ebrei costituiva soltanto una condanna a morte.
Un viaggio “avventuroso” lungo i tratti di quella ferita mai rimarginata e nel volto di quella gente che ancora oggi continua a piangere e avere paura.
Una lotta alla sopravvivenza e alla vana possibilità di proteggere almeno un solo diritto: la dignità di essere umani, troppo spesso calpestata, in nome della razza.
Nascondersi come topi da buco nero in buco neroera la triste realtà che quotidianamente cullava le vite di tante povere anime che ancora oggi non riescono a dimenticare i volti di coloro che, scomparsi improvvisamente, non sono più tornati. Una “lista” sempre più ristretta di corpi ambulanti pronti a ripartire da zero e a riconquistare ogni cosa, in primis se stessi.
Testimonianza e voci corali, per non ripetere ma soprattutto per non dimenticare.

Per maggiori informazioni:

TEATRO STUDIO UNO
via Carlo della Rocca 6
 dal 27 al 30 gennaio 2011
da giovedì a sabato ore 21.00
domenica ore 18.00

Fabio Chiarini